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FABIO TOMBARI
 Fabio
Tombari nasce a Fano nel 1889, in Provincia di Pesaro e Urbino,
da padre barbiere e madre casalinga. Nel 1918 si diploma maestro
elementare insegnando nelle scuole elementari di Casepio, una
frazioncina del Montefeltro.
Nel 1927 appare Il suo primo libro, Le cronache di Frusaglia,
pubblicato ad Ancona dalle edizioni della "Lucerna",
ma viene subito ristampato nel 1929 dalla prestigiosa casa editrice
Vallecchi, ottenendo il "Premio dei Dieci", che gratifica
l'autore di una notevole popolarità
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Tra
le sue numerose opere ricordiamo: La vita (1930), La morte e
l’amore (1931), Le fiabe per amanti (1932), I sogni di
un vagabondo (1933), Il libro degli animali (1935), I ghiottoni
(1939), Dal 1944 abbandona l'insegnamento per dedicarsi completamente
alla scrittura.
Nel 1954 Essere e I mesi, nel 1955 Il libro di Tonino con cui
si aggiudica il Premio Collodi e il Soroptimist nel 1956. Seguono
L'incontro, Il canto del gallo, Il gioco dell'oca, Pensione
Niagara, Il concerto fiorito, I novissimi ghiottoni, Renda e
Rondò.
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 Nel
1974 si pubblica negli Oscar Mondatori, Frusaglia, ampliata a
cinquanta cronache e riveduta in molte parti. Nel 1981 i 45 racconti
di Tutti in famiglia che vedono la luce direttamente nella collezione
degli Oscar.
Tombari si spegne a Rio Salso dove si era ritirato definitivamente
fin dai primi anni cinquanta, l'8 giugno 1989. Tombari rappresenta
uno tra i massimi esponenti di marchigianità letteraria
difatti, nelle sue opere, emergono numerosi richiami, alla realtà
dei luoghi e della tradizione marchigiana.
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Nel
libro “La morte e l’amore”, scritto dopo “Tutto
Frusaglia”, emerge il suo legame a quell’antica bellezza
paesaggistica ai confini fra Marche e Romagna, tra i colli che
segnano il confine delle due regioni, a cavallo tra Saludecio,
Mondaino e Montegridolfo, nella famosa terra “marchignola”
(marchigiana e romagnola), come scriveva Tombari
.
Questo è un romanzo giovanile che racconta la rivalità
storica e proverbiale fra Marche e Romagna dove vi è dissidio
e unione tra due famiglie, una tipicamente marchigiana e l’altra
di chiare ascendenze romagnole, che si imparentano consentendo
ai due ultimi giovani rampolli di sposarsi.
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 Il
libro“I ghiottoni” rappresenta un gioioso ritorno
alla natura, dedicato alla tipicità ed alla ricerca delle
tradizioni gastronomiche delle varie regioni italiane e delle
Marche in particolare.
Frutta e ortaggi, pesci e selvaggina, chiocciole e cicloni, in
un allegro crescendo, delineano un'ideale cucina dove il gusto
tradizionale si fonde col nuovo nella ricerca di quanto è
da gustare nell'infinita offerta della natura. Frusaglia è
un posto che che c'è e non c'è.
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Come
dice lo scrittore Fabio Tombari: ”Frusaglia è un
paesotto immaginario con riferimenti reali rintracciabili non
tanto tra Fano e Pesaro, quanto nelle campagne tra i fiumi Metauro
e Marecchia, dal mare al Montefeltro”.
I Ghiottoni sono cittadini del mondo, ma siccome amano il retrobottega
della vita abitano e frequentano posti come Frusaglia. Frusaglia
sta in un angolo d'Italia minore, tra i più belli e meno
conosciuti, tra il colle di San Bartolo affacciato sul mare Adriatico
e i confini del Ducato di Urbino e delle Terre dei Malatesta.
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| Le 13 ricette da magro dei ghiottoni
Prefazione di Nicola Battistoni ; introduzione di Matteo Giardini
; con una nota gastronomica di Piero Meldini. - Rimini : Guaraldi,
[2007].
Beschreibung: Dalla "nota gastronomica" di Piero Meldini:
"Sono ricette letterarie, perfettamente coerenti con l’idea
di cucina che impronta il libro e ne pervade le fantasie gastronomiche:
una cucina fiabesca, di sogno e qua e là d’incubo,
fatta di schidionate di cinquecento galli, di cavoli mastodontici,
di vini di trenta o quarant’anni, di aceti che bruciano
i pavimenti; una cucina che echeggia Petronio, Apicio e i cuochi
rinascimentali e che, estremizzata, approda a preparazioni come
la «lepre ripiena di triglie coi funghi», il «maiale
col delfino», le «seppie con le mele cotogne»
e il «barbagianni con le alici». O come la famosa
oliva farcita, di cui diremo..."
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Proprio per valorizzare oltre all'ospitalità
dei queste terre anche la cultura culinaria di cui parla il Tombari
nelle sue opere si è sentita la necessità di valorizzare
il territorio e la gastronomia di queste terre creando il "Centro
del Gusto".
Centro del Gusto è un marchio che racchiude
le migliori strutture ricettive e aziende di prodotti tipici della
provincia di Pesaro e Urbino, a pochi km dalla riviera romagnola,...con
prodotti tipici, rinnomati in tutto il mondo,.. oltre a dare un
appoggio per le vostre giornate culturali, vi accompagnerà
a conoscere queste terre meravigliose ricche di natura, storia,
e prodotti genuini,...proposti dal marchio “centro del gusto”,....insieme
alla possibilità di sostare, per godere delle magnifiche
terre del Montefeltro.
A questo marchio sono legati i seguenti siti:
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